martedì 30 settembre 2008

S.Agata Militello, un Comune in fallimento, pesanti accuse al Sindaco


Dal "Foglio", il primo numero, del periodico "Progetto SAnt'Agata"

Pubblichiamo la lettera aperta:

Grazie all'Amministrazione Mancuso si è arrivati al fallimento del Comune

Aree edificabili, scuole, magazzini, autoparco, tribunale, Omni.

TUTTO IN VENDITA per il Risanamento del Bilancio

AL SIG. SINDACO del Comune di S.AGATA MILIITELLO

"Il fallimento dichiarato dall'Amministrazione Comunale da Lei presieduta, Signor Sindaco, con la messa in vendita di tutti i beni immobili del Comune, non Le impedisce di festeggiare tali bravate con feste e festini, privati e pubblici.

La stampa, in questi giorni, ha annunciato che è partito il piano triennale di alienazione degli immobili comunali, un patrimonio costruito negli anni per l’oculatezza delle scelte amministrative effettuate da precedenti amministrazioni comunali e per la generosità di cittadini che hanno voluto donarli alla comunità per essere fruiti da tutti.

Eppure il sindaco della città appare quasi contento di liberarsi di questi beni che, a suo dire, sono “immobili poco redditizi per il Comune, inutilizzati e che non davano redditi”. E, continua, “abbiamo bisogno di vendere per rimpinguare le casse comunali”.

Questo è il punto: rimpinguare le casse comunali!!!
Evidentemente, se dopo quattro anni di amministrazione si è giunti al dissesto finanziario del Comune, un motivo ci sarà e gli attuali amministratori hanno l’obbligo di rendere conto ai cittadini delle scelte sciagurate che hanno condotto il Comune al fallimento.

E poiché il Sindaco non lo farà, non può che essere questa Associazione ad informare i concittadini sulle ragioni che hanno portato ad una situazione così disastrosa che non ha precedenti nella storia della nostra città. Un modo, non proprio degno, per festeggiare i 150 anni dell’autonomia del Comune!

Non Le sembra, sig. Sindaco, che a questo sciagurato risultato ha contribuito, ad esempio,
l’anticipazione all’ATO rifiuti di svariati milioni di euro, ancora non rimborsati, e chissà se mai ritorneranno nelle casse comunali, a cui si sono aggiunti altri 150.000 euro per assicurare l’aumento del capitale rastrellando anche quote di altri comuni, i cui amministratori, evidentemente, più oculati, hanno rifiutato? E questo perché?

Forse, per nominare qualche direttore o amministratore delegato gradito a Lei, Signor Sindaco ed ai suoi amici politici? O, forse, per aumentare la pletora degli impiegati graditi al Suo degenerato sistema?
Ed, ora, secondo Lei i cittadini santagatesi devono pagare i tanti errori da Lei commessi e le sue sciagurate scelte?

Non si poteva risparmiare nelle spese di compartecipazione di 178.000 euro per il “Baglio Saraceno”, i cui lavori sono stati effettuati per rendere più accogliente un’enoteca-ristorante i cui proprietari Lei conosce abbastanza bene?
Non si poteva risparmiare sull’enorme contenzioso che grava sul bilancio comunale, causato anche da qualche gara d’appalto espletata in modo non regolare ed abnorme e le cui susseguenti condanne hanno fatto lievitare i debiti? E ancora, era necessario ricorrere a mutui per finanziare il piano strategico, un carrozzone destinato a dividere prebende agli amici ed agli amici degli amici, per consulenze, spesse volte, inutili? O per realizzare stradine e piazzette inutili ai più se non a qualche amico o grande elettore?

Nonostante tali problematiche fossero state sollevate in Consiglio comunale dal consigliere Giuseppe Puleo, Lei, invece di preoccuparsi di salvaguardare gli equilibri di bilancio ha preferito percorrere sino in fondo la china del disastro finanziario imboccata all’inizio del suo mandato.

E, poi, sig. Sindaco perché non spiega qualcosa sugli “immobili poco redditizi per il comune, inutilizzati e che non danno reddito”? Il suo giudizio, evidentemente, conferma la mancanza di assoluta progettualità da parte dell’amministrazione comunale e l’assoluta incapacità di amministrare la cosa pubblica.

E’ possibile che l’autoparco comunale di via Cosenz, l’ex Ufficio di Collocamento o il plesso scolastico di via Duca d’Aosta, tutti immobili ubicati nel centro urbano, solo per fare qualche esempio, siano un “peso” e non possono tornare utili per le attività comunali?

Non si è accorto, sig. Sindaco, che la scuola elementare di Cannamelata è utilizzata per il liceo linguistico? Che nei locali di piazza Castello si trova il Comando di Polizia Municipale? E così continuando.
Che facciamo li vendiamo ai privati e, poi, magari li affittiamo da loro? Non si è accorto che la maggior parte degli uffici comunali sono ancora sistemati in locali in affitto?

Suvvia, sig. Sindaco, non pensi che i cittadini santagatesi sono degli imbecilli e degli ingenui che non hanno compreso che gli amici e gli amici degli amici si sono già spartiti la torta.
Il noto ingegnere con il pallino di cementificare tutta la città, magari, acquisterà l’autoparco comunale per trasformarlo in una struttura alberghiera; il noto imprenditore della ristorazione acquisterà il bar “Asteria” e così via, purché siano amici o prestanomi di sostenitori della sua amministrazione e si impegnino a sostenerla nell’imminente campagna elettorale.

Di fronte ad un fallimento di tale portata, come è nella prassi, occorre fare chiarezza e individuare le responsabilità.
E’ necessario che la magistratura individui ed accerti le cause che hanno generato il dissesto e chiederne conto ai suoi autori.
Così pure la Corte dei Conti non può non esaminarne la gestione del Comune sotto il profilo del danno erariale.

E' risaputo che quando un’attività economica è sull’orlo del fallimento e si vuole tentare di salvarla si cambiano gli amministratori per dare una sterzata che possa portare all'inversione di una tendenza negativa.
La stessa cosa deve avvenire nell’amministrazione pubblica.

Lei, Sig. Sindaco, ha portato al fallimento il nostro Comune, ammetta le sue colpe e vada via, per consentire ai cittadini di potere eleggere altri amministratori, magari più capaci e in grado di salvare il patrimonio comunale e liberare la nostra comunità dai soliti avvoltoi che in questi anni hanno svolazzato e continuano a svolazzare sul palazzo comunale con il solo obiettivo di impinguare il loro conto in banca speculando sui beni pubblici.

Sappia, Sig. Sindaco, che S.Agata non è una città dell’America Latina o del Terzo mondo in cui i governanti ritengono che i beni pubblici sono al servizio di poche famiglie e costituiscono lo strumento per continuare ad arricchirsi a scapito di tutta la comunità civile".

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