venerdì 26 settembre 2008

S.Agata Militello, "Progetto Sant'Agata", la verità sul porto



Dal "Foglio", il primo numero, del periodico "Progetto SAnt'Agata"
Pubblichiamo l'articolo riguardante il porto di S.Agata Militello.

Qual è la verità sul porto più importante della zona nebroidea e sede di una marineria di alta qualità?
L'associazione "Progetto S.Agata" riepiloga le tappe della vicenda

L’Amministrazione Fresina, sottovoce, senza proclami, con la serietà e la concretezza che l’ha contraddistinta ha trasformato il porto di S.Agata Militello da un sogno impossibile ad una realtà che ha lasciato a portata di mano dell’Amministrazione Mancuso, che però non sembra abbia operato in modo corretto ed efficace.
Il porto di S.Agata è stato pensato ed avviato quando era sindaco il compianto e indimenticato avvocato Biagio Fresina e portato avanti con alcuni importanti finanziamenti dall’Amministrazione del sindaco avvocato Alfredo Vicari, ma nel novembre 1999, data dell’insediamento del sindaco Aldo Fresina, il porto risultava dotato solo di un Piano regolatore portuale e il Genio Civile Opere Marittime di Palermo prevedeva per il completamento una spesa di 135.000.000.000 di euro e si parlava della disponibilità di due finanziamenti, uno per lavori sulla panchina di riva per circa 1.000.000 di euro ed un altro di £. 3.000.000.000 per il rifiorimento della mantellata ed il prolungamento del molo di sopraflutto.
In realtà vi era solo il primo finanziamento che è stato portato avanti dall’Amministrazione Fresina e completato con la direzione lavori, non particolarmente soddisfacente, del Genio Civile OO.MM.
Invece l’altro, e più importante finanziamento, non si è concretizzato in quanto il progetto redatto, su incarico del Commissario regionale, dal Genio Civile OO.MM. non risultava munito di valutazione di impatto ambientale e, quindi, non poteva qualificarsi come cantierabile ai sensi della Legge Regionale n. 10/91.
Per il sindaco Fresina e l’assessore ai Lavori Pubblici, avvocato Paolo Starvaggi, è stato un dramma, dopo le promesse fatte ai pescatori in campagna elettorale, scoprire che il porto non poteva essere prolungato neanche di un metro, in assenza di un progetto generale di massima completo di valutazione di impatto ambientale e che mai il porto sarebbe stato inserito nei programmi di finanziamento comunitari con l’iperbolica previsione di spesa di oltre cento miliardi di vecchie lire per il suo completamento. In tempi rapidissimi l’Amministrazione Fresina con la consulenza di un gruppo di progettazione specializzato in materia di portualità, ha redatto uno progetto preliminare-studio di fattibilità grazie al quale si è scoperto che la profondità dei fondali era stata dal Genio Civile OO.MM. erroneamente calcolata in circa 12 m. risultando invece non più di 7 m., con la conseguente possibilità di prevedere per il completamento del porto la plausibile spesa di £. 59.000.000.000.
Il Presidente della Regione del tempo, on. Vincenzo Leanza, è stato fondamentale per i passaggi successivi: si è dichiarato disponibile a lavorare accanto all’Amministrazione per trovare ogni soluzione possibile ed ha mantenuto l’impegno permettendo di centrare due importanti obiettivi. In poco tempo, l’Amministrazione Fresina ha redatto un progetto di messa in sicurezza del porto dell’importo di £. 3.500.000.000, che, avendo natura di intervento manutentivo, non necessitava di valutazione di impatto ambientale.
Tale progetto è stato finanziato dall’Assessorato alla Programmazione mediante i fondi della legge ’64 ed è stato appaltato sotto la Direzione Lavori dell’Ufficio Tecnico Comunale e di un supporto esterno.
Si è trattato del primo caso in Sicilia che un appalto nel settore della portualità non sia stato progettato e diretto dal Genio Civile Opere Marittime.
Quasi contestualmente il porto di S.Agata è stato inserito nell’Accordo Quadro Trasporti concluso tra lo Stato e la Regione Siciliana, tra le infrastrutture che saranno completate mediante i fondi comunitari di Agenda 2000, con una copertura finanziaria iniziale di £. 15.000.000.000.
A questo punto, per ottenere il finanziamento delle somme necessarie al completamento mancava solo il progetto, ma anche i fondi per pagarlo.
L’amministrazione Fresina ha fatto di necessità virtù ed applicando la normativa comunitaria in materia di incarichi di progettazione che prevedeva la possibilità di derogare ai minimi tariffari, ha pubblicato un avviso pubblico per il conferimento dell’incarico per la progettazione di massima e valutazione di impatto ambientale, per la somma a disposizione di £. 50.000.000 in luogo di quella prevista nel tariffario di circa 600.000.000, prevedendo che il professionista che avesse redatto, praticamente dietro rimborso spese, il progetto di massima sarebbe stato preferito a parità di condizioni nella gara per la progettazione esecutiva. Diversi professionisti e società di progettazione hanno partecipato alla selezione e così è stato possibile conferire l’importante incarico sottoscrivendo il disciplinare con una importante ed affidabile società di ingegneria nel mese di luglio 2003, con termine per la consegna del progetto fissato entro 90 giorni. Tale incarico è stato impugnato dall’opposizione consiliare dinanzi al Co.re.co. di Messina, all’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici e oggetto di denuncia alla Procura della Repubblica e della Corte dei Conti.
Tutti gli Enti interessati hanno dato via libera al procedimento ed anche il Giudice amministrativo, adito dalle società di progettazione che hanno partecipato alla selezione, ha statuito con l’ordinanza n. 842 del 25/9/2003 del CGA di Palermo che l’operato del Comune risultava legittimo.
Se l’Amministrazione Fresina non fosse stata sfiduciata a sei mesi dalla fine naturale del mandato, attraverso l’ignobile macchinazione ordita dal consigliere comunale Antonio Scurria e dall’attuale presidente del consiglio comunale Filippo Travaglia, con la regia occulta del “grande” ingegnere Pippo Contiguglia (capo dell’Ufficio Tecnico comunale n.d.r.), certamente si sarebbe ottenuto il progetto definitivo con valutazione d’impatto ambientale entro il mese di dicembre 2003 e giunti all’appalto dei primi 15 miliardi prima della fine del mandato.
A settembre 2003 si è insediato il Commissario Straordinario Rosolino Greco e, dopo la decisione del CGA che ha annullato la sospensiva del TAR in virtù della quale l’Amministrazione Fresina aveva stipulato il disciplinare d’incarico con l’ Acquatecno, sarebbe stato sufficiente per il Commissario invitare la Sigma, che risultava l’originaria aggiudicataria, a sottoscrivere lo stesso disciplinare ed in caso di rifiuto proseguire il rapporto con l’Acquatecno.
Invece il Commissario ha revocato in autotutela l’incarico dato da Fresina, avallato dal Co.re.co. di Messina, dall’Autorità di vigilanza Lavori pubblici, dal TAR e dal CGA, senza che sia stato bene chiarito quale potesse essere l’interesse concreto ed attuale all’annullamento, quindi ha conferito l’incarico all’Ufficio tecnico, che però ai tempi di Fresina si era dichiarato impossibilitato a svolgere l’incarico.
Dopo qualche giorno l’Ufficio tecnico torna ad essere troppo oberato per svolgere l’incarico e gli vengono nominati uno stuolo di consulenti, per importi vicini al miliardo, senza adeguata copertura finanziaria che con ogni probabilità andranno a gravare sui cittadini, tanto che sono state avviate azioni giudiziarie contro il Comune per il recupero delle spese di consulenza. Nelle delibere relative agli incarichi di consulenza il Commissario Rosolino Greco ha attestato che il porto di S.Agata risultava interamente finanziato mediante l’inserimento nell’A.P.Q. Trasporti così dando atto di uno storico e decisivo risultato ottenuto dall’Amministrazione Fresina.
Tra i consulenti nominati a supporto dell’Ufficio Tecnico Comunale e del progettista del porto. ing. Contiguglia, viene tirato fuori dal cilindro, forse proprio dall’ing. Contiguglia che per anni ne era stato il bersaglio principale, il “terribile” consigliere Antonio Scurria, geologo, laureatosi mentre occupava i banchi prima di maggioranza e subito dopo di opposizione del consiglio comunale e che per anni non ha fatto altro che attaccare, denunciare, offendere, provocare tutto e tutti, ma che da quel momento, dopo il boccone avvelenato servitogli dall’ing. Contiguglia, si è acquietato e non ha più dato fastidio a nessuno.
L’Amministrazione Mancuso ha impiegato tre anni per ottenere il progetto definitivo del porto con la valutazione d’impatto ambientale, peraltro con una serie di prescrizioni che non si comprende bene se sono state interamente rispettate e solo da qualche mese ha appaltato lo stralcio di 15 miliardi di vecchie lire ottenuti dall’Amministrazione Fresina.
In compenso si è cimentata in pirotecnici giochi di prestigio facendo toccare con mano il completamento del porto, aprendo a soluzioni irragionevoli, illegittime, incomprensibili, che non fanno altro che complicare un percorso intrapreso in modo brillante dall’Amministrazione Fresina ed ancora in itinere solo per l’incapacità politica e lo stato confusionale del sindaco Mancuso.
Ed invero il sindaco non ha saputo vigilare sul disastro compiuto dal gruppo di progettazione che ha impiegato oltre tre anni per il progetto definitivo, ha prima dichiarato di avere scoraggiato un’impresa di Catania che aveva manifestato di volere presentare un project financing per il completamento del porto in quanto riteneva che si dovesse intervenire con fondi pubblici, dopo qualche giorno è stato pubblicato dal Comune l’avviso per la presentazione da parte dei privati di un project financing per il completamento del porto con un costo nel frattempo lievitato da 25.000.000 di euro a circa 50.000.000 di euro, e, guarda caso, nello strettissimo termine fissato per la presentazione è giunta una sola proposta, proprio di una società catanese, la “Tecnis”, che non è dato sapere se fosse la stessa che in precedenza aveva incontrato il sindaco. Dopo qualche mese la procedura è stata annullata ed il sindaco è tornato a parlare di completamento del porto con fondi pubblici. Subito dopo però il sindaco dichiara, anche per il tramite della stampa, che il porto sarà completato con fondi di privati che hanno manifestato l’interesse a chiedere una concessione demaniale marittima ex Legge Burlando per la portualità turistica. Addirittura, oltre al gruppo Caltagirone, altri due gruppi presentano domanda di concessione demaniale marittima per il completamento del porto.
Il sindaco si bea del fatto che i privati abbiano intrapreso la strada della privatizzazione del porto e nessun rilievo formula in ordine all’ammissibilità dei progetti presentati che, appaiono, a prima vista, poco attenti alle esigenze della flotta peschieraccia ed eccessivamente presi da una incredibile foga di cementificazione selvaggia. L’associazione “Progetto S.Agata” ha intrapreso una battaglia contro i tre progetti, presentando osservazioni e chiedendo di intervenire nella conferenza di servizi che risulta fissata per il 18 ottobre prossimo.
Preliminarmente è stato posto il problema della compatibilità del finanziamento di 15 miliardi ottenuto dall’Amministrazione Fresina e della previsione di ulteriori finanziamenti con fondi pubblici disponibili nell’A.P.Q. Trasporti con la concessione demaniale marittima richiesta che è prevista dalla Legge Burlando per la portualità turistica e, quindi, appare non compatibile con un porto multimodale quale quello di S.Agata che risulta commerciale, turistico e peschereccio.
Inoltre “Progetto S.Agata” ha fatto rilevare che lo sfruttamento prevalentemente turistico del porto attraverso il rilascio della concessione richiesta dai privati si pone in contrasto con i principi di buon andamento, trasparenza ed efficienza della Pubblica Amministrazione, atteso che non sembra possano più esservi ostacoli al completamento del porto in tempi brevi, nel rispetto del Piano regolatore del Porto e della natura multimodale dello stesso, utilizzando le risorse dell’A.P.Q. Trasporti ed acquisendo la piena ed esclusiva titolarità e fruizione dello stesso da parte del Comune di S.Agata, che risulta proprietario dell’opera fino ad oggi realizzata e concessionario delle relative aree. Ancora l’associazione ha eccepito che i progetti presentati dai privati risultano sovradimensionati rispetto allo studio di fattibilità che aveva permesso al Comune di S.Agata di ottenere l’inserimento del porto nell’A.P.Q. trasporti, oltre che difformi dal Piano regolatore del Porto, con una gigantesca banchina di riva che determina un ingiustificato incremento dei costi e serve solo ad agevolare lo sfruttamento edificatorio dei terreni a ridosso della strada, aumentando la distanza dalla battigia di cui alla L.R. n. 78/76 e prevedendo la costruzioni di edifici sulla banchina alti fino a 30 m.
Infine “Progetto S.Agata” lamenta che le aree demaniali marittime nei progetti presentati dai provati vengono trasformate, in barba a qualsiasi rispetto dell’ecosistema marino, del paesaggio e dell’ambiente, in un ammasso di cemento con destinazione in parte residenziale ed in parte ricettiva, non proponendo una vera occasione di sviluppo turistico ma concretizzando, esclusivamente, un esasperato sfruttamento immobiliare di aree demaniali con finalità speculativa a spese dello sviluppo reale e del patrimonio paesaggistico e naturale.
Di recente il Sindaco è stato nuovamente folgorato sulla via di Damasco ed ha scoperto, un’altra volta, che sono in arrivo i fondi pubblici necessari per il completamento del Porto, quindi è tornato a parlare di una gara di appalto per completare l’importante opera che dovrebbe spianargli la strada per la rielezione a Sindaco nella prossima primavera.
Ancora non è chiaro se la strada dei privati è del tutto abbandonata oppure ritornerà nuovamente in gioco, magari con una procedura ibrida che consenta ai privati che hanno chiesto la concessione demaniale di completare il porto utilizzando i 40.000.000,000 di Euro disponibili sull’APQ Trasporti.
Sarebbe veramente un bel colpo.
Ai posteri l’ardua sentenza ed alla Procura della Repubblica l’obbligo di vigilare.

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