mercoledì 24 settembre 2008

"Progetto S.Agata", salvare una città perduta


In distribuzione a S.Agata Militello, il primo numero del periodico di Politica, Attualità, Cultura ed Informazione, dell'Associazione "Progetto S.Agata".

Introduzione del Presidente Dr. Paolo Famiano.

Appello agli Uomini di buona volontà.

Insieme per salvare S.Agata

"Progetto S.Agata”, come associazione, nasce due anni fa sull’onda della protesta popolare contro la mega-discarica di contrada Oliva.
E’ il momento in cui la gente prende coscienza che la luna di miele con l’amministrazione comunale eletta ventiquattro mesi prima era finita e si riappropria della speranza in un futuro migliore di cui vuole essere artefice e protagonista.

Un brutto risveglio che diede consapevolezza alla gente che gli interessi personali e gli affari di poche persone avevano la prevalenza e la preponderanza sul bene comune di tutti i cittadini.
In quella occasione il grande movimento di protesta popolare fermò le ruspe e la nostra città non divenne la pattumiera del mezzogiorno d’Italia.

Come si può continuare a sostenere, visti gli sviluppi della situazione, che la “monnezza” di Napoli e della Campania non sarebbe arrivata in contrada Oliva?
Quel movimento si allargò ed altri temi importanti per la nostra cittadina vennero portati avanti.

Si prese coscienza che le illusioni erano finite e che bisognava impegnarsi in prima persona sui temi dello sviluppo economico e sociale della nostra comunità, scegliendo sempre di stare dalla parte dei bisogni della gente, dei più deboli, degli ultimi per dare speranze concrete in un futuro migliore e tenendo accesi i riflettori sulla legalità, trasparenza e correttezza dei comportamenti e dell’azione amministrativa.

Le battaglie per la salvaguardia dell’ospedale e la denuncia di interessi sommersi nella sanità privata della classe politica; per impedire la privatizzazione del porto che rappresenterebbe la fine delle illusioni per tante generazioni di pescatori ed il colpo mortale alla speranza di tanti giovani di essere “padroni” dell’importante infrastruttura; la denuncia delle selvagge lottizzazioni edilizie in cui l’unico obiettivo è quello di impinguare i conti in banca, senza alcuna attenzione ai bisogni degli anziani, dei giovani, dei bambini ed a scapito anche di scuole e di spazi necessari alla socializzazione.

Ed, ancora, la variante al Piano Regolatore Generale pronto da tempo ma ancora non approvata; evidentemente, nell’attesa che i signori delle lottizzazioni possano portare a compimento le transazioni, i passaggi di proprietà e quant’altro occorre per portare a compimento i loro disegni.

Abbiamo fatto questo ed altro ancora.
Con pochi mezzi ma grande entusiasmo, nella consapevolezza, in presenza di un appiattimento generalizzato, della necessità di una voce fuori dal coro e nella certezza, quotidianamente sperimentata, che la gente che lavora, studia, produce, vive in questa città pretende servizi efficienti, risposte certe, attenzione alle categorie più deboli per disegnare un futuro a misura d’uomo che metta al bando l’emarginazione sociale e la povertà economica.

Per questo, oggi, nasce un foglio che porta il nome dell’associazione: “Progetto S. Agata”.
Un foglio che periodicamente vuole informare i cittadini su quello che accade nella nostra comunità, avendo sempre presente che le scelte politiche ed amministrative devono sempre mirare alla ricerca del bene comune, alla solidarietà , alla giustizia sociale.

Un foglio non contro ma per dare voce ad un progetto che abbia alla base il dialogo, il confronto, la dialettica, sempre nel rispetto, però, di ciascuno e delle idee di cui è portatore e finalizzata a scelte in cui ciascuno si riconosce ed è riconosciuto come soggetto, individuo, persona viva e partecipe delle scelte della comunità civile, consapevole che il futuro si costruisce tutti insieme e nell’accettazione reciproca per giungere ad un risultato che sia frutto dell’opera di tutti; l’intelligenza, le idee, il lavoro di ciascuno deve mirare ad una progettualità che nei suoi fini riconosce la dignità e la peculiarità di ogni uomo aldilà di qualunque differenza culturale od economica.

Un foglio, però, anche che grida la voglia di cambiamento, di risveglio delle coscienze ma anche l’indignazione nei confronti di chi vuole anestetizzarle; si ribella per la distruzione delle nostre tradizioni culturali e sociali, dei segni del passato che è ormai parte integrante del nostro patrimonio; aborrisce la ricchezza trasformata in prepotenza del denaro; denuncia le speculazioni sui bisogni della gente e la mortificazione dell’intelligenza dei giovani alla ricerca di un lavoro dignitoso e che dia certezza nel futuro.

Un compito difficile.
Siamo consapevoli: vogliamo provarci per dare un senso alla nostra vita e di tanti, molti che la pensano come noi; per dare una speranza a questa città ed ai suoi cittadini.

Con questo foglio vogliamo dire: siamo presenti. Non basta.
Dobbiamo gridarlo tutti insieme, perché insieme possiamo costruire e costruirci un futuro migliore per noi, per i nostri figli e, soprattutto, per le future generazioni.

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