martedì 30 settembre 2008

Mentre Cuccubello rideva, S.Agata e le sue contrade piangevano


Dal "Foglio", il primo numero, del periodico "Progetto SAnt'Agata"
Pubblichiamo:

Una intera estate con problemi idrici. Dalle abitazioni del lungomare fino a Iria, Fiorita, Sprazzì, Vallebruca, San Giovanni, Scafone e Salarona.
Intere settimane di difficoltà, nonostante il lavoro continuo, pressoché a tempo pieno, delle due autocisterne comunali che però, a causa delle lunghe ed estenuanti file al pozzo di Villa Bianco (a volte si sono ritrovate più autocisterne in fila a "prendere" (sic) acqua senza alcun rispetto per la precedenza di quelle comunali e dire che sarebbe bastato appena un solo lucchetto per impedire il mercimonio, il traffico illecito ed il furto di energia elettrica oltre che della stessa acqua), spesso non sono riuscite a garantire un servizio soddisfacente alle tante richieste e necessità.

Si è arrivati addirittura al paradosso che una richiesta di acqua dell'ASL, lunedì 18agosto (pieno centro cittadino), inviata di primo mattino, sia stata soddisfatta oltre mezzogiorno (causa file e svuotamento del pozzo), causando la sospensione di tutte le visite specialistiche prenotate da mesi.

Pensate alla pessima figura di fronte ai tanti incolpevoli cittadini dei Nebrodi giunti da ogni dove, con prenotazioni effettuate da mesi e mesi. Il sindaco Bruno Mancuso, solerte, come ogni anno, ha ritenuto di dovere emettere una Ordinanza (n. 84 dell'8 luglio) sulla "Limitazione dei consumi idrici".

In questa si lamenta e si riconoscono le difficoltà di approvvigionamento idrico, le temperature torride, l'aumento dei consumi non giustificato dalle necessità domestiche e la necessità di limitare il consumo dell'acqua, pertanto si ordinava:

1) è vietato con effetto immediato e fino al 30 settembre usare l'acqua erogata dagli acquedotti comunali per scopi non strettamente igienici o alimentari o di necessità pubblica;
2) di non utilizzare l'acqua del pubblico acquedotto dalle ore 6,00 alle ore 23,00 nel periodo fra il 9 luglio al 30 settembre per:
a) annaffiatura giardini e orti;
b) lavaggio autoveicoli e simili;
c) lavaggio superfici scoperte.

Pertanto si applicano sanzioni amministrative fino a euro 500 etc.
L'applicazione del rispetto dell'ORDINANZA è a cura del Comando dei Vigili Urbani.
Cercate di ricordare quanto successo nel palermitano, con l'Esercito sguinzagliato per il controllo dei pozzi e dell'acquedotto e con i tanti arresti per furto d'acqua e per non andare troppo lontano addirittura quanto accaduto nel comune di Gioiosa Marea con le tante denuncie per furto d'acqua.

I contenuti dell'ordinanza vengono, dal sindaco, ribaditi e pubblicizzati attraverso vari organi di stampa ed interviste televisive, fino alle ultime ed incredibili dichiarazioni al Giornale di Sicilia del 12 agosto dove, parla "dell'emergenza idrica nelle contrade di Fiorita e San Basilio, dove i residenti da una settimana sono senza acqua.

Quotidianamente arrivano al Comune segnalazioni di cittadini esasperati. “Viene inoltre segnalato, in un successivo articolo (da parte di tanti cittadini) il non rispetto dell'ordinanza.
Il sindaco nello stesso articolo invita, senza alcun timore e vergogna, ad "un razionale e corretto uso dell'acqua, al fine di evitare inutili sprechi".

Arriva persino, senza essere sfiorato dal senso del ridicolo, all'appello disperato (memore delle letture infantili) a Manitù per la Danza della Pioggia:"Speriamo che piova presto! Comunque la situazione è sotto controllo ma preoccupante".

Tutta S.Agata, contemporaneamente, apprendeva il fatto di domino pubblico che il primo a non rispettare l'ordinanza era lo stesso sindaco.
Infatti, dalle 6 del mattino alle 17/18 di ogni giorno, si è appreso di decine di viaggi che un camion privato con cisterna da 20.000 litri effettua dal pozzo comunale di via Cosenz (dalla statua di Padre Pio, con un percorso che si snoda da via Cosenz, via Campidoglio (con gravissimi pregiudizi per il traffico locale, via Medici (passando di fronte al Comando dei Vigili Urbani), Strada Provinciale per Iria, contrade Cavarretta e Calarco, dove oltrepassando il ponte sull'autostrada, verso l'ospedale abbandonato, concludeva il viaggio in una strada non asfaltata dove, in mezzo a frasche e rovi, erano visibilissimi dei tubi in plastica dove veniva scaricato il carico.

Tubi che terminavano il percorso in un pozzo/cisterna ubicato nella proprietà dei Mancuso. Il pozzo in questione dista dalle abitazioni una cinquantina di metri in linea d'aria e dove- per caduta- l'acqua arriva direttamente alla piscina, alle stalle, ai giardini, agli orti, ai prati inglesi e,soprattutto,all'impianto di raffreddamento delle abitazioni che necessita di migliaia di litri di acqua al giorno per poter mantenere la frescura dei vari e tanti locali di proprietà del sindaco e famiglia.

Il tutto per un totale quotidiano stimato in 100/150.000 litri di acqua e per tutti i santi giorni. A partire dalla prima decade di luglio.
Spesso, fra l'altro, in piena notte, avvenivano litigi ed urli, con fari e motori accesi e spesso dimenticati fino all'indomani (naturalmente con corrente elettrica a carico del contatore comunale) sui diritti di precedenza fra i tanti e vari autisti "se era più importante servire prima il sindaco oppure l'ospedale".

A S.Agata, purtroppo, succede anche questo, nel silenzio pauroso ed intimidito dei più e nella tacita indifferenza generale dei nostri amministratori e dei tanti organismi di controllo (a partire dal Comando dei V. U.,responsabile dell'applicazione dell'ordinanza).

Tutti fanno regolarmente finta di non vedere e non sapere! Incredibile e paradossale!
Forse si sono trasformati tutti in struzzi o nelle tristemente famose scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.

L'Amministrazione Comunale opera nello spregio delle più elementari regole e con la presunzione della più totale impunità.
Al sindaco Mancuso tutto sembra possibile e il paese gli appare come una sua proprietà, dove può decidere- senza alcuna spiegazione e confronto- di tagliare alberi secolari, cambiare a suo piacimento progetti finanziati dalla precedente amministrazione, mutare direttamente progetti, dire qualsiasi cosa ed intimidire direttamente ed indirettamente qualsiasi portatore di un minimo dissenso.

Questa non è più una cittadina normale: sembra diventata una di quelle repubbliche delle banane del quinto mondo di non lontana memoria, dove al dittatore di turno è permesso di fare e disfare ogni regola ed ogni principio del vivere civile.

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