giovedì 11 settembre 2008

Fermi gli autocompattatori dell'Ato, mancano i soldi per il carburante



L'Ato Me1 è giunto al capolinea.
Da ieri il soggetto gestore "Nebrodiambiente" non è in condizione di effettuare lo svuotamento dei cassonetti nei trentatrè comuni della società d'ambito perché non sarebbe più nelle condizioni di rifornire di carburante i propri mezzi, qualcuno pure con l'assicurazione scaduta e quindi restano fermi nei garages.

Siamo al secondo giorno consecutivo in cui i cassonetti della spazzatura, sono colmi di rifiuti.
I lavoratori della Nebrodi ambiente hanno incrociato le braccia, garantendo solo i servizi essenziali poichè non percepiscono lo stipendio da mesi.

I centralini dell'Ato sono tempestati dalle telefonate dei sindaci che chiedono la raccolta dei rifiuti.
Ma ancora, dopo l'assemblea della scorsa settimana, il ridotto consiglio d'amministrazione deve ancora accettare l'incarico.
Intanto, per lunedì e martedì prossimi i sindaci si incontreranno per definire l'assetto societario dell'Ato e mercoledì si dovrebbe riunire il nuovo consiglio di amministrazione che dovrà decidere se accettare o meno l'incarico di continuare a mandare avanti l'Ato fino a dicembre quando si consegnerà tutto al consorzio dei comuni che dovrebbe prendere in mano le redini della gestione dei rifiuti.

E intanto, la spazzatura resta nei cassonetti (nei casi migliori) e si accumula sulla strada.
Il lezzo dei rifiuti comincia a farsi sentire e i sindaci protestano, soprattutto quelli i cui cittadini sono in regola con le bollette.
Il Cns, la società bolognese capofila del consorzio d’imprese che gestiscono raccolta e smaltimento dei rifiuti nell’Ato 1, ha chiesto un incontro urgente al Prefetto di Messina e ai responsabili dell’Ato.

Sul tavolo metterà i crediti vantati, quasi 18 milioni di euro e l’impossibilità di pagare dipendenti e fornitori.
Dall’altro lato, i mancati incassi da parte dell’Ato.
A fronte di una fatturazione di 10 milioni di euro per il 2007, l’Ato ha riscosso 3 milioni e mezzo.

Grazie al fondo di rotazione regionale i debiti pregressi con la discarica di Mazzarrà e il gestore sono stati saldati, ma i 16 milioni del fondo sono finiti e rimane un anno e mezzo da pagare.

Magari nelle prossime ore si raggiungerà l’accordo e i rifiuti verranno raccolti, ma l’emergenza sarà solo rinviata.
Occorre trovare la soluzione adatta per risolvere in modo definitivo il problema dei rifiuti.

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Via Medici - P.zza Vittorio Emanuele

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